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13
gen
2017

Tradizioni in Sicilia. La Festa di S.Agata

Dal 3 al 5 febbraio 2017 - Catania

Dal 3 al 5 febbraio la città di Catania si ferma per dedicarsi completamente ai festeggiamenti in onore di Sant’Agata, patrona della città. Tre giorni di culto, devozione, folclore e antiche tradizioni che ogni anno richiama più di un milione di persone.

Il primo giorno le due carrozze settecentesche, che un tempo appartenevano al senato che governava la città, e undici “candelore”, grossi ceri rappresentativi delle corporazioni o dei mestieri, vengono portate in corteo. A conclusione della giornata un grandioso spettacolo di giochi pirotecnici in piazza Duomo. I fuochi artificiali durante la festa di sant’Agata, oltre a esprimere la grande gioia dei fedeli, assumono un significato particolare, perché ricordano che la patrona, martirizzata sulla brace, vigila sempre sul fuoco dell’Etna e di tutti gli incendi.

Il secondo giorno, il 4 febbraio, segna il primo incontro della città con la santa Patrona. È il giorno più emozionante della festa in cui già dalle prime ore dell’alba le strade della città si popolano di devoti che indossano il tradizionale “sacco” (tunica bianca stretta da un cordone, cuffia nera, fazzoletto e guanti bianchi). Tre persone diverse, il tesoriere, il cerimoniere e il priore del capitolo della cattedrale, custodiscono le 3 chiavi necessarie per aprire il cancello di ferro che protegge le reliquie in cattedrale. Luccicante di oro e di gemme preziose, il busto di sant’Agata viene issato sul fercolo d’argento rinascimentale, foderato di velluto rosso, il colore del sangue del martirio, ma anche il colore dei re e portato in processione per la città. Attraversa i luoghi del martirio e ripercorre le vicende della storia della “santuzza”. I”cittadini” guidano il fercolo tra la folla che si accalca lungo le strade e nelle piazze. In quattromila o cinquemila trainano la pesante macchina. Tutti rigorosamente indossano il sacco votivo e a piccoli passi, tra la folla, trascinano il fercolo che, può pesare fino a 30 quintali. A ritmo cadenzato e agitando bianchi fazzoletti, gridano: “cittadini, cittadini, semu tutti devoti tutti, cittadini, viva sant’Agata”. Il “giro” si conclude a notte fonda quando il fercolo ritorna in cattedrale.

Il giorno seguente, il 5 febbraio, i garofani rossi sul fercolo del giorno precedente (simboleggianti il martirio), vengono sostituiti da quelli bianchi (che rappresentano la purezza) e aI tramonto ha inizio la seconda parte della processione che si snoda per le vie del centro di Catania.

All’alba del giorno 6, il Fercolo con le reliquie giunge in via Crociferi. E’ il momento in cui la Santa saluta la città prima della conclusione dei festeggiamenti. Per tutta la notte, migliaia di cittadini in camice bianco sfidano il freddo della notte, gridando “Viva Sant’Agata”, in un momento denso di magia e spiritualità. A questo punto, mentre improvvisamente l’atmosfera si fa silenziosa, si eleva il canto angelico delle monache di clausura.

Durante questi giorni di festa non perdete l’occasione di assaggiare i dolci tipici che vengono realizzati per la ricorrenza che hanno un riferimento a sant’Agata, come i “Cassateddi o Minni di Sant’Aita” e le “Olivette”.

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